Concorso “Inventa il tuo Spot – Pesce Azzurro” VI Edizione

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  • scuola.via.roma_ridNoi alunni di III F, dedichiamo alcuni post del blog scolastico per conoscere e valorizzare il settore ittico. Il nostro lavoro ha avuto inizio quando, un giorno, la professoressa ci ha proposto di partecipare al concorso regionale “Inventa il tuo spot-Pesce Azzurro”. Ad essere sinceri…l’argomento non ci aveva colpito e appassionato molto…non eravamo grandi mangiatori di pesce. La professoressa però ci ha fatto riflettere sul fatto che spesso il rifiuto di qualcosa nasce dalla scarsa conoscenza del suo valore e della sua importanza. Allora, più per accontentare la professoressa che per vero interesse, abbiamo cominciato ad effettuare delle ricerche sul mar Mediterraneo, il mare che bagna la nostra Italia, sulle principali specie di pesce azzurro, sulle tecniche di pesca più praticate e così via. Abbiamo davvero scoperto un mondo a noi sconosciuto intorno al mare e alle sue risorse e così, a mano a mano, ci siamo appassionati a tal punto al pesce azzurro e alle sue proprietà nutritive che gli ultimi post del nostro lavoro presentano delle ricette gustose per preparare un alimento fondamentale per un’alimentazione salutare. Ma ora, diamoci da fare e cominciamo con alcune notizie sul nostro mare: il mar Mediterraneo. 
  • Mediterranian_Sea_16.61811E_38.99124NSi definiscono mari quelle porzioni di oceani per la gran parte racchiusi da terre. Tra questi però, quello che a noi più interessa è il mar Mediterraneo, perché è il mare che bagna la nostra Italia. Il mar Mediterraneo o Mare Nostrum,dal punto di vista commerciale, è stato, fin dall’antichità, molto importante. Molti infatti erano coloro che volevano assicurarsi il suo dominio per commercializzare ed avere uno sbocco su di esso. Fondamentale nel Mediterraneo è la pesca, praticata fin dagli albori dall’uomo, anche prima che si sviluppasse l’agricoltura. Il mar Mediterraneo ospita una grande varietà di pesci, tra cui, quelli più pescati: vongole, naselli, sardine, gamberi bianchi e seppie; triglie di fango, pesci spada, pannocchie, sugarelli, lumachini, alalunghe, scampi, tonni rossi, moscardini muschiati e triglie di scoglio; polpi e totani. E chi l’avrebbe mai detto? Secondo i dati Eurostat del 2006, l’Italia è il primo paese, nel Mediterraneo, per valore del pesce pescato. Ma, come in tutte le più belle fiabe, c’è sempre l’antagonista pronto a rovinare tutto. Nel nostro caso, il guastafeste è il fenomeno dell’inquinamento marino, che rappresenta una minaccia per alcune specie che sono a rischio sovrasfruttamento, come il nasello nel mar Tirreno, la sardina nel mar Adriatico e l’aragosta in Sardegna. Un altro fattore preoccupante è l’innalzamento della temperatura delle acque marine, che sta causando l’incremento di specie provenienti da mari caldi. Insomma, l’antagonista ha anche un suo valido aiutante. Per fortuna, però, la consapevolezza del ruolo cruciale svolto dal Mar Mediterraneo e la necessità di preservarlo e di garantirne lo sfruttamento razionale hanno portato nel tempo a scelte che promuovano uno sviluppo sostenibile e una sostenibilità ecologica della pesca. Nulla è perduto: preserviamo l’ambiente e riusciremo ad avere una vita più salutare ed un’alimentazione più genuina.

  • Il pesce azzurro
    Partiamo dalla definizione di pesce azzurro. Con la tecnica del brainstorming abbiamo provato a spiegare perché venisse chiamato “azzurro”. Tante ipotesi sono venute fuori, alcune molto fantasiose, altre più vicine alla realtà. Comunque, con l’espressione pesce azzurro si indica un enorme quantitativo di pesci dalle squame blu o verdastre e dal ventre argentato. Con “pesce azzurro”, quindi, non si definisce una classe scientifica del regno animale, bensì un gruppo di pesci, la maggior parte di piccola e media taglia che presentano caratteristiche morfologiche simili. Le qualità organolettiche del pesce azzurro si deteriorano facilmente, come per gli alimenti di origine vegetale, presentano un’elevata quantità di acidi grassi chiamati Omega3 importanti per lo sviluppo celebrale e la circolazione del sangue. Ecco scoperto il loro elemento magico: la presenza di acidi grassi Omega3. Un uso costante di pesce azzurro preserva da alcune malattie come, per esempio, l’infarto e l’Alzheimer. Ecco i più importanti rappresentanti di questa preziosa categoria.
    La sardina
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    La sardina è un pesce molto frequente nel Mediterraneo, ed è uno tra i più venduti sul mercato, di piccola taglia con la pinna dorsale più o meno centrata. Le sardine si nutrono prevalentemente di plancton, al tramonto e all’alba, mai di giorno o di notte. Ricordiamo anche il proverbio: “Stare fitti, pigiati come sardine”, che vuol dire stare accalcati in molti in poco spazio, proprio come in genere vengono disposte le sardine nei contenitori per la vendita.

    L’ acciuga

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    Dal corpo uniforme e allungato, l’acciuga è ricoperta da squame, la mascella superiore è leggermente più sporgente di quella inferiore. I suoi occhi grandi sono posizionati all’estremità anteriore della testa. Come la sardina, l’acciuga è oggetto di attivo commercio per la sua carne molto gustosa. Vive e si muove tra il Mediterraneo e l’ Atlantico. Anche le acciughe sono protagoniste di un proverbio. Avete già indovinato quale? “Far l’acciuga in barile”: che vuol dire non compromettersi, far finta di niente, così come un’acciuga che, decapitata, salata e stipata in un barile insieme alle altre, non ha alcuna possibilità d’intervento, ma soprattutto passa inosservata perché identica alle altre. Speriamo di non fare mai la fine di un’acciuga in barile!!!

    Lo sgombro

    sgombro-profilocQuesta specie di pesce è presente nella linea immaginaria che percorre il Mar Nero, passando per il Mediterraneo, arrivando all’Atlantico toccando le coste di Groenlandia e Canada. Lo sgombro è caratterizzato da una forma dello scheletro allungata, con bocca grande e la presenza di dieci piccole pinne situate tra la pinna dorsale e la coda. La sua vita dura circa diciassette anni. Per chiudere, anche qui un proverbio….”Sgombro che viene, sardina che va”…a sottolineare il fatto che la sardina costituisce l’esca comunemente usata per pescare lo sgombro.

  • LamparaLa pesca nel Mediterraneo ha caratteristiche artigianali e non industriali, cioè è praticata con imbarcazioni di lunghezza inferiore ai 12 metri, e mira alla cattura di un numero elevato di specie di pesci. Nelle nostre ricerche abbiamo scoperto l’esistenza di molte tecniche di pesca, ma quelle che più ci hanno incuriosito sono: la pesca a lampara e la pesca a bolentino. Di certo, al di là della tecnica di pesca scelta, molto abili devono essere i pescatori che lavorano con grande sacrificio e soprattutto durante la notte. La pesca detta a lampara viene chiamata così perché sull’imbarcazione viene montata una lampada che con la sua luce attira il pesce nella zona illuminata. Tale pesca viene effettuata solo di notte e in assenza di luna piena, affinché la luce artificiale, la sola a illuminare le acque, attiri maggiormente i pesci. I pescatori, poi, per catturare il pesce utilizzano una rete a circuizione, cioè una rete circolare che racchiude completamente una parte di mare. Le tecniche di pesca a bolentino del pesce azzurro vengono chiamate così perché si praticano su una imbarcazione, ad una certa distanza dalla costa, con canne a mulinello o semplici lenze. La tecnica di pesca è relativamente semplice: scelta la posta, si calano le lenze innescate e si è subito in pesca, ma attenzione!! I pesci sono molto veloci e hanno denti che possono tagliare la lenza. E’ una tecnica di pesca che possiamo utilizzare anche noi principianti e inesperti. Come esca si usa prevalentemente il gambero sgusciato, esca sempre reperibile. Quindi questo tipo di uscita si può organizzare anche all’improvviso se si vede una bella giornata, o se si ha un po’ di tempo libero. In estate, la pesca al bolentino risulta particolarmente fruttuosa se fatta di sera, dalle 18 alle 22; in primavera ed autunno i periodi migliori sono al mattino dal sorgere del sole in poi, e il pomeriggio dalle 16 in poi. Di sicuro tutti noi, dopo aver appreso queste semplici tecniche, presi dalla curiosità e dal desiderio di sperimentare, quest’estate chiederemo ai nostri genitori di acquistare una canna da pesca e, armati di tanta pazienza, proveremo anche noi a pescare qualcosa. Ora, dopo aver appreso tanto sul pesce e la sua cattura, passiamo a preparare e a gustare qualcosa di buono.

  • 5591661349_215f1ea168Mangia pesce azzurro…..vivrai meglio e più a lungo!

    Ora non ci resta che proporvi una ricetta con il nostro pesce azzurro. Una ricetta ricca e pienamente rispondente alla dieta mediterranea. Vi proponiamo la pasta con le sardine. Oltre agli ingredienti, vi illustriamo anche il procedimento attraverso un testo regolativo ( la professoressa non perde occasione per farci ripetere le varie tipologie testuali).

    Pasta con le sardine

    Ingredienti per 4 persone
    320 g di pasta
    500 g di sardine
    2 bicchieri di passata di pomodoro
    2 spicchi di aglio
    Peperoncino rosso q.b.
    Semi di finocchio q.b.
    Olio extra vergine d’oliva q.b.
    Sale q.b.

    Procedimento

    Pulite le sardine ed eliminate tutte le lische, ricavando la polpa.  Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua per cuocere la pasta. Fate rosolare in un po’ di olio d’oliva gli spicchi di aglio sbucciati e schiacciati, il peperoncino e un po’ di semi di finocchio. Dopo pochi minuti, versate la passata di pomodoro, salate e fate cuocere il sughetto a fuoco vivace. Quando l’acqua bolle, salatela e calate la pasta. Quando il sughetto di pomodoro è quasi cotto, aggiungete le sardine e fate cuocere a fuoco vivo qualche minuto mescolando fino a ottenere una salsa densa. Scolate la pasta, conditela con il sugo di sardine e servite in tavola. A piacere potete completare con un filo d’olio crudo.

    Buon appetito!!