Debora Sbei

Debora Sbei, venticinquenne abruzzese, è una vera campionessa del pattinaggio artistico a rotelle. Ha praticamente vinto tutto, raccogliendo onori in giro per i continenti. Debora è un fenomeno mondiale e un esempio per tantissimi atleti in erba.
Debora Sbei è molto soddisfatta del suo palmares, il quale spaventa, tanto è prestigioso. A 25 anni ha vinto tutto quello che si poteva vincere, ma lei ha ancora quella voglia e quella grinta di raggiungere nuovi obiettivi, migliorando sempre di più.
La sua passione per il pattinaggio artistico è nata all’età di 5 anni, grazie alla madre che le ha fatto conoscere questo meraviglioso sport.
La sua allenatrice, Sara Locandro, è una delle migliori al mondo: con i suoi atleti ha ottenuto oltre 30 titoli mondiali!
“Lei è di origini friulane” racconta la Sbei, “ma anni fa si è trasferita a Pescara (per mia fortuna!) così ho avuto la possibilità e l’onore di essere allenata da lei. Per me Sara è fondamentale!”
“Il pattinaggio è uno sport molto spettacolare, che ti dà la sensazione di volare, un’emozione bellissima, questa disciplina “mette le ali!!” queste sono le parole della nostra campionessa.
Dopo molte riflessioni, la Sbei sceglie come specialità il singolo. La sua scelta è dovuta al fatto che è una ragazza forte e indipendente.
“Il singolo è una specialità in cui tutto ciò che ottieni dipende solo da te, quindi è solo merito o demerito tuo e questo mi piace” afferma l’atleta.
Debora ha affrontato tantissime esibizioni, ma ne ricorda una in particolare: quella in Colombia.
“Pattinare davanti a 13.000 spettatori è stata davvero un’esperienza unica!” racconta entusiasta la Sbei, “vedere così tante persone sedute sugli spalti a fare il tifo per te e tu che da sola devi entrare in pista e cercare di comunicare loro emozioni!”

Come accade a tutti i pattinatori, anche per Debora durante le esibizioni c’è contrasto tra il suo viso angelico, la soavità del tutto e la difficoltà e la durezza fisica della performance. Quindi è molto difficile trasformare lo sforzo in estasi, ma la nostra atleta è brava a camuffarlo.
“Certo, è complicato, ma ovviamente un vero atleta non deve far capire lo sforzo che sta compiendo in quel momento. L’osservatore rimane ancora più stupito nel vedere una cosa difficile eseguita con apparente semplicità” ammette la Sbei.
Durante le gare, Debora rimane sempre molto concentrata su ciò che deve fare, perché basta un attimo di distrazione per avere una caduta a terra compromettente.
Le cadute. Esistono e bisogna conviverci. Capita però che si cade o si esita durante il proprio disco, e in questo modo si rischia di perdere punti.
“Bisogna arrivare fino alla fine dell’esibizione dando il sempre il massimo. Poi la caduta ci può stare! Siamo esseri umani, non macchine!” è la risposta di Debora.
Secondo la Sbei, le sue 3 principali doti che le hanno consentito di arrivare in cima alle classifiche mondiali sono: costanza, determinazione e sangue freddo, essenziali per la carriera di una giovane pattinatrice.
Un consiglio di Debora per quanto riguarda la preparazione di una gara, è quello di allenarsi costantemente tutto l’anno, ma di iniziare due mesi prima dell’evento a preparare il disco. Il disco è la successione delle difficoltà, ovvero degli esercizi, accompagnate da una canzone. Perciò bisogna preparare anche una coreografia, che deve essere eseguita in un tempo prestabilito.
Le scuole di pattinaggio italiane, sono tra le migliori, ma anche le nazioni del Sud America stanno migliorando velocemente, grazie all’aiuto di tecnici italiani!
Anche una campionessa qual è la venticinquenne abruzzese ha avuto, nella sua infanzia, un modello a cui ispirarsi: Tanja Romano, campionessa del mondo Senior per molti anni. Poi, anno dopo anno, anche la Sbei è arrivata alla sua categoria e si è ritrovata a confrontarsi e a vincere, contro colei che ha sempre visto come un’icona.
Il successo che Debora ricorda con maggiore commozione è il primo Mondiale Junior perché, anche se era di età inferiore a quella categoria, il commissario tecnico le ha dato fiducia e in questo modo ha potuto partecipare e vincere.
La Sbei ha dunque vissuto molte gioie, ma nella sua carriera c’è stato anche qualche dolore. La sua più grande amarezza, infatti, è stata quando ha subito un grave infortunio che le ha impedito di pattinare per sei mesi. Fortunatamente quando si è ripresa era più carica che mai, pronta per affrontare nuove sfide.
La nostra campionessa, oltre ad essere una pattinatrice coi fiocchi, sta studiando per diventare ingegnere. La facoltà di ingegneria è molto tosta, ed è difficile conciliarla con gli allenamenti.
“In alcuni periodi mi dedico maggiormente allo studio, mentre in altri ho come priorità il pattinaggio” ammette la ragazza.
Il pattinaggio è una parte molto importante e significativa nella vita di Debora, che ha occupato moltissimi anni della sua vita e crede che non riuscirà mai a dare un taglio netto a questo sport.
Per i suoi fan è un sollievo, riuscireste ad immaginare un mondo senza Debora Sbei?
Martina Pellecchia II F

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