“Storie e leggende dei castelli napoletani”

“Storie e leggende dei castelli napoletani”

Il giorno 15 aprile ci siamo recati in visita guidata a Napoli per un percorso che ci ha affascinato a partire dal nome dell’itinerario:”Storie e leggende dei castelli napoletani”.

Appena siamo arrivati nel posto in cui cominciava il nostro piccolo viaggio, davanti ai nostri occhi si è presentato un panorama mozzafiato: la vista del mare è sempre uno spettacolo stupendo! Dopo una bella passeggiata sul lungomare, la nostra attenzione è stata subito catturata dal Castel dell’Ovo e, anche se molti di noi avevano già visto questo luogo, visitarlo dopo aver studiato in classe, ci ha suscitato una grande emozione.

Mentre la guida spiegava davanti alla copia della “Tavola Strozzi”, per un attimo abbiamo chiuso gli occhi e abbiamo immaginato come potesse essere quell’isolotto tufaceo da chi ha avuto origine la nostra splendida città.

Abbiamo immaginato la Sirena Partenope che respinta da Ulisse si annega nel mare; il poeta-mago Virgilio che per proteggere Napoli mette l’uovo, in cui si diceva fosse racchiusa l’anima della città, in una caraffa di vetro protetta da una gabbia di metallo; la splendida biblioteca del ricco romano Lucullo; i monaci basiliani che lo occuparono fino all’arrivo dei Saraceni; le lotte dei re normanni, svevi, angioini, aragonesi, borbone, che lo hanno modificato per adattarlo alle nuove tecniche di guerra.

La nostra visita al Castel dell’Ovo si è conclusa sul terrazzo più alto dove abbiamo assistito ad uno spettacolare volo di gabbiani che, tra tutte quelle leggende, abbiamo immaginato potessero essere le anime di tutti quelli che hanno abitato il castello.

La seconda tappa del nostro percorso ci ha portato a Castelnuovo chiamato anche Maschio Angioino. Qui abbiamo visto i luoghi dove, secondo la leggenda, un coccodrillo, giunto a Napoli seguendo una nave dall’Egitto, divorava i prigionieri. Per uccidere questo coccodrillo fu utilizzata una grossa coscia di cavallo avvelenata e il corpo impagliato fu collocato sulla porta all’ingresso del castello. Particolarmente suggestivo è stato il poter camminare su un pavimento trasparente da cui abbiamo potuto vedere i resti di un’antica villa romana, le fondamenta del castello angioino e i resti umani, in realtà delle copie, che forse risalgono al periodo normanno. Abbiamo poi visitato la “Sala dei baroni” in cui ci sono state narrate altre leggende e infine la “Cappella Palatina” in cui sono conservati alcuni affreschi tra cui quelli del famoso pittore Giotto.

In realtà ci sarebbero ancora molte cose da scrivere ma speriamo che il nostro racconto abbia stuzzicato la vostra curiosità di visitare di persona questi luoghi della nostra bella città.

La ID

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