Un’atleta in primo piano: intervista a Debora Sbei

Un’atleta in primo piano: intervista a Debora Sbei

Salve ragazzi, sono Martina, e oggi voglio raccontarvi di una fantastica esperienza che ho vissuto! Ho avuto la possibilità di intervistare la campionessa del pattinaggio artistico a rotelle, Debora Sbei! Lei è fantastica, la adoro, è il mio idolo!
Dopo vari tentativi, sono riuscita ad avere il suo indirizzo di posta elettronica e così, dopo aver preparato una serie di domande, ci siamo messe in contatto e mi ha concesso un’intervista!
Ecco cosa, con grande disponibilità, mi ha raccontato
Debora, innanzitutto grazie per quest’opportunità. E’ davvero emozionante poter intervistarti! A che età hai iniziato a pattinare?
-Ho iniziato a pattinare all’età di 5 anni, perché questo sport era la passione di mia madre quindi è lei che me lo ha fatto provare.-
Cosa hai provato la prima volta che hai indossato i pattini?
– Ero piccola quindi non ricordo perfettamente la sensazione iniziale, ma di sicuro era solo un gioco per me. –
Come hai conosciuto questo sport?
– Come ho detto prima, mia madre mi ha portato perché a lei piaceva molto e aveva visto degli spettacoli in giro.-
Nella tua carriera ci sono mai stati momenti in cui volevi arrenderti?
– Si, nella carriera di un atleta agonista ci sono sempre dei periodi no…specie perché si fanno tanti sacrifici e rinunce. Un momento difficile per me è stato all’età di 12 anni, quando ho subito un grave infortunio che mi ha impedito di pattinare per 6 mesi.-

Come sei riuscita a superare questi periodi no?
– La mia famiglia mi è stata molto vicina facendomi capire appunto che i momenti difficili ci sono nello sport come nella vita e sono fatti per essere superati ed esser più forti di prima.-

Qual è stato il successo che ricordi con maggior piacere? Perché?
– I successi che ricordo con maggiore orgoglio sono due: il primo mondiale junior, a Murcia (Spagna), dove grazie al CT che mi ha passato di categoria (essendo io di età inferiore) sono riuscita a partecipare e a vincere l’oro con gran sorpresa; il primo mondiale senior, dove mi sono confrontata con atlete più grandi ed esperte di me, ma anche lì sono riuscita ad ottenere l’oro in maniera inaspettata.-

Di solito anche i più grandi atleti imparano molto dalle proprie sconfitte, ti è mai capitato di fallire?
– Certamente ho avuto insuccessi, come tutti d’altronde, e siccome pretendo sempre tanto da me, diciamo che ogni giorno ho delle piccole sconfitte…obiettivi falliti…!!!-

Cosa si prova a dover pattinare davanti a migliaia di persone?
– Una grandissima ed unica emozione, infatti mi ritengo fortunata di poterla vivere…non è da tutti i giorni.-

Prima e durante un’esibizione, cosa fai per concentrarti?
– Ripeto la coreografia e i vari movimenti delle difficoltà (salti e trottole) che dovrò eseguire.-

Molti atleti sono superstiziosi, tu hai un gesto scaramantico che fai prima di una gara?
– Non li ho, non sono una persona molto superstiziosa.-

Qual è stata la tua reazione quando hai vinto contro Tanja Romano, ovvero colei che da bambina vedevi come il tuo modello?
– Siccome era un risultato molto inaspettato per me, ho stentato a crederci per diverse ore!-

Com’è il tuo rapporto con la tua allenatrice Sara Locandro?
– Il nostro rapporto è molto intenso infatti va ben oltre il semplice legame atleta-allenatore. La stimo moltissimo e sono onorata di esser allenata da lei. In alcuni periodi dell’anno praticamente conviviamo sia molto tempo in pista ma anche fuori, facendo tante esperienze insieme.-

So che studi ingegneria, è stato difficile coniugare lo sport con lo studio?
– Si, dato che sono spesso fuori casa e non potendo quindi seguire le lezioni universitarie, mi è difficile conciliare le due cose ma entrambe mi piacciono tanto quindi lo faccio volentieri.-

Quando non sei impegnata con il pattinaggio, come trascorri il tempo libero?
– Mi piace molto stare con gli amici, viaggiare, guardare film e passeggiare sul mare. –

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi in campo sportivo, personale e professionale?
– Sportivo: vincere altri titoli mondiali e migliorare sempre più.
Personale: laurearmi al più presto.
Professionale: diventare in futuro ingegnere ed un’allenatrice che sappia trasmettere la propria passione per il pattinaggio a tanti atleti.-

Concludendo, quale consiglio dai a tutte le atlete in erba?
– Consiglio vivamente di praticare questo sport perché e’ molto spettacolare e ti permette di provare una sensazione rara…”volare”…anche se solo per una frazione di secondo!-

Grazie di vero cuore, Debora, ed in bocca al lupo per tutti i tuoi obiettivi!

Questa esperienza è stata davvero unica! Sono stata davvero felice di poterla vivere. Debora Sbei è un vero esempio per tutte le giovani pattinatrici. Insomma, lei è una vera campionessa non solo in pista, ma anche nella vita.
Martina Pellecchia II F

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